Unità

Casa Novella

Accoglienza Istituzional

Fondazione: 2001

"Accogliere chi è accolto" - Rosa Brambilla

Chi siamo:

La Casa Novella accoglie bambini da 0 a 6 anni in situazione di rischio personale e/o sociale, inviati su disposizione del Tribunale per i Minori e dei Servizi di Tutela dei Minori.

La nostra missione è promuovere la tutela dei diritti del bambino, con particolare attenzione al diritto di vivere in una famiglia e in una comunità, garantendo protezione, cura e opportunità di crescita.

La Casa Novella nasce dall’esperienza maturata nell’accoglienza di bambini in situazione di malnutrizione, molti dei quali non hanno potuto fare ritorno dalle proprie madri. Da allora è diventata un luogo di cura, accoglienza e speranza, costruito grazie al sostegno di progetti e amici italiani.

Il nostro impegno:

La Casa può accogliere fino a 12 bambini, garantendo un’assistenza personalizzata, umana e qualificata attraverso:

    • Accoglienza istituzionale 
    • Difesa dei diritti
    • Accompagnamento delle famiglie di origine 
    • Rafforzamento dei legami tra la famiglia e la rete socio assistenziale 
    • Consulenza tecnica

Come funziona:

L’accoglienza residenziale è una misura temporanea ed eccezionale destinata ai bambini vittime di violazione dei diritti, in situazione di negligenza, abbandono e violenza psicologica, fisica o sessuale, e dura fino al superamento della situazione di rischio.

Durante questo periodo, l’équipe accompagna le famiglie nel loro percorso di recupero, rafforzandone la capacità educativa e protettiva e favorendo il superamento delle situazioni di vulnerabilità.

Il reinserimento nella famiglia di origine o nella famiglia allargata rappresenta sempre la priorità. Solo in casi eccezionali il bambino viene affidato a una famiglia affidataria o adottiva, secondo quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria. Fin dalla sua fondazione, Casa Novella ha come obiettivo principale favorire il ritorno sicuro dei bambini nelle loro famiglie.

"Accogliere significa occuparsi della persona nella sua interezza, significa abbracciare i suoi bisogni in ogni aspetto, stabilendo un legame positivo che aiuta l’altro a sentirsi accudito e amato."

– Elma Lopes

Storie che hanno

ispirato Casa Novella

Novella Scardovi e le famiglie accolte

Novella Scardovi con il suo lavoro di accoglienza ha ispirato Casa Novella. Nacque in Italia, nel 1949 e accolse nella sua abitazione bambini e giovani con gravi problemi familiari, dipendenti dalla droga e dall’alcool. Per fare questo, fu indispensabile l’appoggio di un gruppo di psichiatri, di una comunitá terapeutica e di una associazione di famiglie affidatarie. Nel 1996, inaugurò una casa più grande ed adeguata per l’accoglienza di persone ad alta vulnerabilitá sociale. Nonostante la sua morte improvvisa in un incidente stradale, il suo lavoro continua ancora oggi, in Italia, con il sostegno della sua grande amica Adele Tellarini. 

Per renderle omaggio, Rosa ha intitolato a lei la nostra Casa di Accoglienza.

“Soltanto nell’ accoglienza, l’uomo trova la strada per vivere. Ci sono famiglie che hanno perso la loro consistenza al punto di creare uomini privi di senso di appartenenza.” - Novella Ravaglia

La storia di Tiago

Ancora neonato, Tiago fu visitato dal pediatra Marco Matos, uno dei fondatori di Casa Novella, presso un centro sanitario nella zona nord di Belo Horizonte. Durante le prime visite si presentava in buona salute e sua madre mostrava disponibilità a seguire le indicazioni ricevute.

Intorno ai tre mesi di vita, però, la sua situazione iniziò a peggiorare: arrivava alle visite sporco, con gravi irritazioni da pannolino, perdita di peso e frequenti episodi di otite e diarrea. Poco alla volta, la madre smise di frequentare il centro sanitario. Tiago e sua madre scomparvero per sette mesi.

Quando tornarono, Tiago aveva ormai dieci mesi e si trovava in gravissime condizioni: soffriva di malnutrizione di terzo grado, aveva un'infezione in corso e uno stato di salute fortemente compromesso. Di fronte a questa situazione, la madre dichiarò di non essere più in grado di prendersi cura del figlio. Colpito dalla gravità del caso, il medico propose che il bambino fosse accolto dalla creche Jardim Felicidade. La madre acconsentì e la coordinatrice della struttura lo accolse nella propria casa, garantendogli le cure necessarie per il suo recupero. Questo fu uno dei primi casi spontanei di affido familiare. Successivamente, la madre fu accompagnata dall'équipe educativa e, dopo alcuni mesi, poté riaccogliere il figlio nella propria famiglia.

La storia di Tiago rappresentò l'impulso decisivo per la nascita di Casa Novella, inaugurata nel 2001. Le risorse per la sua realizzazione provennero dal progetto di emergenza Centro di Accoglienza per Bambini in Situazione di Rischio, finanziato dall'Ambasciata d'Italia, e dal progetto Prevenzione dell'abbandono, accoglienza e reinserimento familiari di bambini in situazioni di rischio, promosso dalla Commissione per le Adozioni Internazionali.

Rosetta Brambilla e il lavoro negli asili

L’infermiera Rosetta Brambilla arrivò in Brasile nel 1964. Dal 1980 lavorò in un piccolo centro sanitatario nella periferia di Belo Horizonte e si occupò dei  problemi della popolazione. La sua prima grande causa fu quella di partecipare, insieme a padre Pierluigi Bernaregi alla formazione dell’Associazione degli Abitanti di Aluguel (AMABEL), per richiedere fondi pubblici per l’acquisto di lotti nella favela e la costruzione di abitazioni. Concretizzata la richiesta, le case furono costruite con uno sforzo comune e gli abitanti chiamarono il nuovo quartiere Jardim Felicidade.

Rosetta, in seguito si dedicò all’educazione dei bambini. “Io lavoravo nel centro sanitario e tante mamme venivano a parlare con me, ogni settimana, dei rapporti con gli uomini e delle durissime situazioni che vivevano. Erano loro a portare avanti la famiglia e non avendo un posto dove portare i bambini, li lasciavano chiusi in casa.” Rosetta sentiva che doveva fare qualcosa per loro e insieme al personale dell’ambulatorio costruirono una casa di 6 metri quadrati con bagno e cucina. “É così che nacque il nostro asilo, che a dire la verità, era appena una baracca,” racconta Rosetta.

Alla fine degli anni Novanta, il nido della Scuola dell’Infanzia Etelvina Caetano de Jesus iniziò a funzionare come un Centro di Accoglienza che, durante il giorno, ospitava bambini provenienti da famiglie in situazione di rischio. Questa esperienza rappresentò la prima risposta a un bisogno che, negli anni, divenne sempre più evidente: bambini che arrivavano alle nostre scuole con segni di maltrattamenti, spesso vittime degli stessi genitori.

"Il bambino che abita sotto un ponte ha lo stesso desiderio di felicità di qualsiasi bambino”

– Rosa Brambilla

Le nostre sedi

Operiamo nella regione Nord di Belo Horizonte, in sei opere senza scopo di lucro.