48 anni di accoglienza, educazione e compagnia per le famiglie!
Dallo sguardo attento alla realtà è nato, nel cortile di Dona Etelvina, l’accoglienza dei bambini nella Comecinho de Vida che, con l’aiuto di molti amici, è cresciuta, diventando la Creche Etelvina e oggi un gruppo di Opere Educative con 4 unità, una casa di accoglienza e un centro sportivo.
Un lavoro iniziato con Rosa molto prima che esistesse lo spazio della Creche, insieme alle famiglie della favela Boa União. 💚
Abbiamo celebrato i 48 anni di questa storia con una bellissima messa, celebrata da Don Marcos Antonio, , insieme ai bambini, alle famiglie e agli amici che fanno parte di questo percorso così speciale.
Erano presenti bambini, educatori, amici e familiari. Tra gli ospiti, ricordiamo Rita Cássia, una delle prime bambine accolte; Helena, che per molti anni ha supportato Rosa nell’amministrazione e nel coordinamento; Valéria, Luciene e Terezinha, che hanno visto figli e nipoti accolti; oltre a Alípio, Wallace, Fernanda, Luísa, Paola, Vilma, Giusi, Cida, Angela, Patrícia e tante altre persone che fanno parte della nostra storia.
Ringraziamo anche la presenza della signora Cláudia Lima, sottosegretaria per l’Articolazione Istituzionale dell’Educazione del Comune di Belo Horizonte/MG. Un grazie speciale all’amico Tata Sympa, per il suo contributo musicale, accompagnando i canti dei bambini insieme a a Sueli, che ha diretto il coro.
Sueli, oggi impegnata nell’area sociale dell’asilo, era presente insieme a sua madre, Terezinha, una delle famiglie che accolto Rosa al suo arrivo qui. E, come dice la stessa Sueli, Rosa ha abbracciato anche la sua famiglia.
Ringraziamo tutti i presenti e accogliamo l’invito di don Marcos: continuiamo a fare il bene!
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Omelia di don Marcos Antonio – Messa per i 48 anni dell’asilo Etelvina Caetano de Jesus
Testo trascritto e corretto | 20 marzo 2026
“Fratelli, che gioia celebrare 48 anni di questa Creche che è iniziata con la comunità, continua con la comunità, senza perdere il suo aspetto istituzionale. Come ho detto all’inizio, fare il bene non è facile. Le difficoltà sono molte. Avete ascoltato la prima lettura del profeta Isaia: “chi fa il male lavora contro chi fa il bene”. Questo accade da sempre nel mondo. Che tristezza!
Viviamo in un mondo in cui tutti dovrebbero promuovere il bene, ma alcuni ostacolano, facendo il male e cercando di distruggere ciò che è buono. Qual è questo bene? È il bene che viene da Dio, il bene che il nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ci ha insegnato.
Persino il Figlio di Dio è stato perseguitato. Stiamo vivendo questi giorni che precedono la Settimana Santa, la grande festa dei cristiani. Possiamo dire che è la festa della misericordia, della salvezza, della passione, morte e risurrezione di Gesù.
Una festa diversa, perché non è una festa con la torta. Oggi sono arrivato e voi stavate mangiando la torta al cioccolato. Era buona? Ma la festa di Gesù non è una festa con la torta. È la festa del bene, che è Dio, e che prevarrà sempre, volenti o nolenti. Il bene prevarrà sempre.
Sarebbe bello se il male non esistesse. Sarebbe ottimo. L’asilo non dovrebbe affrontare tante difficoltà, né opposizioni di cui spesso nemmeno conosciamo la fonte. Fare il bene è sempre difficile: corri da una parte, corri dall’altra, ci sono le alluvioni, le risorse da trovare, il cibo per i bambini… è una vera battaglia!
Non possiamo sempre pronunciare liberamente il nome di Gesù. E non dobbiamo essere ingenui o romantici pensando: “Ah, sto facendo il bene, andrà tutto bene”. No, non va sempre così. Le cose sono difficili per chi fa il bene. Lo sapete voi, lo so io nella mia vita personale. Spesso c’è resistenza persino dentro di noi. C’è un male interiore che dobbiamo sconfiggere ogni giorno. Non è solo fuori, è dentro di noi.
Per questo, quando celebriamo la Santa Messa, celebriamo la gioia di Cristo Gesù, che ha vinto tutto. La sua forza ha vinto il male del mondo, ma lo ha fatto senza violenza: ha vinto con amore, cura, attenzione e accoglienza verso chiunque si avvicinasse a lui.
Così devono fare anche coloro che seguono Gesù: vivere in modo diverso nel mondo, affinché tutti possano arrivare alla conoscenza di Dio.
Nessuno trasformi ciò che è buono in male, ma che tutto sia condotto al bene. Celebrare 48 anni significa celebrare una vittoria del bene. Quante difficoltà ha affrontato questa creche! Quante esperienze abbiamo vissuto! È davvero una vittoria del bene, ma serve perseveranza. A volte il male ci ostacola, ci scoraggia, ci fa pensare che non ne valga la pena. Ma ne vale la pena. Il risultato è qui.
Sono certo che ci sono persone qui che hanno frequentato questo asilo. Prima della messa ho parlato con una signora che è qui da oltre 40 anni, da quando aveva appena 3 anni.
È una gioia celebrare questa vittoria del bene in questo luogo, in questa comunità, nelle famiglie. Quante persone sono state beneficiate dalla perseveranza degli educatori, dall’amministrazione, dal personale, dalla cucina e dalle pulizie, facendo cose buone, spesso con pochi mezzi.
Ci sono, quindi, molte cose belle. Questa è davvero una vittoria di Cristo Gesù. Tutti dobbiamo impegnarci per il bene dell’essere umano, per il bene della persona. Ma questo bene non è bene qualunque: non è il bene che voglio io, ma il bene che Lui ci ha insegnato, il bene che viene da Dio."



