All’inizio di ogni semestre, prima di riprendere la quotidianità al nido, tutta l’équipe delle Opere Educative va a visitare i bambini e le loro famiglie nelle loro case. Durante l’anno, l’équipe del Sociale mantiene con le famiglie una relazione costante e di vicinanza, anche attraverso le visite a domicilio. Gli educatori, quando possibile e necessario, fanno a loro volta visita alle famiglie.
Andare incontro a una famiglia significa, prima di tutto, dirle: tu sei importante per noi. Significa esserci, incontrare ogni persona e comunicare, attraverso un gesto semplice, che ci sta a cuore. Entrare nella casa di una famiglia ci permette di incontrarla nella sua realtà, con rispetto e accoglienza, rafforzando i legami e la relazione che costruiamo giorno dopo giorno.
Siamo soliti dire che abbiamo un orario a per andare a fare una visita, ma non abbiamo un orario per tornare, perché andare incontro a una famiglia significa anche potersi fermare, parlare, ascoltare e condividere la vita. Significa raccontare chi siamo e metterci in relazione con qualcuno che ci sta a cuore.
Pensiamo al bambino che vede l’educatrice dalla finestra, le corre incontro per abbracciarla, gioca con lei sul pavimento di casa e poi, arrivato al nido, racconta ai compagni: «La maestra è venuta a casa mia, ha visto la mia nonna e ha giocato con me». Sono esperienze semplici, ma preziose: rafforzano i legami e fanno sì che la relazione costruita alla creche possa raggiungere anche la casa e la famiglia.
La visita ci permette di incontrare da vicino la realtà in cui vivono i bambini e le loro famiglie. La presenza e la continuità del rapporto ci aiutano a conoscere, ascoltare e riconoscere le difficoltà, ma soprattutto a partire dal positivo e dalle risorse presenti in ogni persona e in ogni famiglia. È così che si rafforza la fiducia e si aprono spazi di dialogo e di cammino insieme.
Per noi, la famiglia è il primo soggetto educativo. Per questo non la incontriamo per sostituirla nel suo compito, ma per camminare insieme. La visita è un’occasione per condividere la vita, riconoscere le risorse e le possibilità di ogni famiglia e costruire insieme percorsi che la aiutino a essere protagonista dell’educazione dei propri figli.
Questo modo di stare accanto alle famiglie appartiene alla storia delle Opere. Fin dall’inizio, Rosetta è stata presente nelle case delle famiglie, condividendone la vita, le gioie, i dolori e le difficoltà. Si prendeva cura delle madri e sapeva riconoscere il bene presente in ciascuna di loro. Ancora oggi continuiamo a imparare da questo stesso modo di stare: andare incontro, creare legami, condividere la vita.
Andiamo senza chiedere nulla in cambio, mossi dal desiderio di incontrare una persona che ci sta a cuore e alla quale desideriamo essere di aiuto attraverso ciò che siamo e il nostro lavoro. Non serve una ragione particolare per andare incontro a una persona o a una famiglia. La nostra presenza, già da sola, può dire: tu conti, tu sei importante.
In questo modo, la visita diventa anche un modo concreto di vivere la nostra missione: accompagnare le famiglie perché possano essere protagoniste dell’educazione dei propri figli e accompagnare i bambini alla scoperta della Bellezza della vita.
Grazie a tutte le famiglie che ci accolgono nelle loro case e scelgono di camminare insieme a noi.















