Gli incontri pedagogici sono momenti in cui le équipe di ciascuna unità si riuniscono per riscoprire il senso della vita e del lavoro educativo, allineare il percorso pedagogico, condividere esperienze e preparare insieme materiali e attività per i bambini. Sono anche un’occasione per permettere agli educatori di aiutarsi reciprocamente e approfondire temi importanti per le persone e per la vita quotidiana.
A settembre, la campagna Settembre Giallo ( che si svolge in tutto il Brasile) è entrata nell’agenda di questi incontri, offrendo alle équipe uno spazio di dialogo sulla salute mentale. Psicologi e professionisti hanno condotto diversi momenti di conversazione, partendo da prospettive differenti e invitando sempre a guardare con attenzione alla realtà, a se stessi e a chi ci sta accanto.
Al Jardim Felicidade (11 settembre), Giselle dos Anjos, del Centro Esportivo Virgilio Resi, ha aperto l’incontro raccontando come è nata nel mondo la mobilitazione del Settembre Giallo e parlando dell’importanza di esercitare anche il corpo come forma di cura della salute mentale.
Successivamente, l’educatrice Isabela ha condiviso la propria testimonianza di vita. Ha parlato delle situazioni difficili che ha affrontato nel corso degli anni e dell’importanza di parlare di ciò che proviamo, di non portare tutto da soli e di cercare aiuto. Ha raccontato anche quanto siano state importanti le amicizie incontrate nelle Opere per poter chiedere aiuto e iniziare un percorso di cura di fronte alla depressione.
La psicologa Danielle Pequeno ha proseguito la conversazione affrontando il tema della frustrazione e di come gestire ciò che non accade come ci aspettiamo. Tra i percorsi proposti, ha sottolineato le“4 A”: accettare, accogliere, analizzare e agire.
Danielle ha inoltre ribadito che chiedere aiuto fa parte di questo processo. Di fronte alle frustrazioni e ai disagi che emergono nella vita, esistono diverse possibilità e persone sulle quali possiamo contare. Adattarsi è una capacità.
Nella Creche Dora Ribeiro (11 settembre) e all’ Etelvina Caetano de Jesus (18 settembre), la psicologa Cristiane Brandão è partita da una domanda: “Che cosa possiamo fare per essere felici?”. La conversazione ha toccato temi come il valore della propria vita, il senso dell’essere utili e il modo in cui ogni persona si pone di fronte alla realtà.
Una storia raccontata da Cristiane ha mostrato diversi modi di guardare alla stessa situazione. Mentre uno dei personaggi pensava a ciò che avrebbe potuto ricevere in cambio dell’aiuto offerto, l’altro si chiedeva: “Che cosa chiede questa situazione da me?”. Entrambi erano attenti alla realtà, ma il modo di guardarla faceva tutta la differenza.
Cristiane ha parlato anche di come la stanchezza della vita quotidiana possa metterci con il “pilota automatico”, facendo sì che lasciamo passare i piccoli inviti che la realtà ci offre per incontrare l’altro.
“Siamo stati fatti per andare verso qualcosa o qualcuno. Quando lo facciamo, raccogliamo questa realizzazione, questa felicità. È nei piccoli inviti della vita quotidiana che ci realizziamo come persone. È un errore pensare che la felicità si trovi nelle grandi imprese.”
— Cristiane Brandão
La conversazione è stata un invito a mettere da parte la pretesa di avere già tutte le risposte e a porsi di fronte alla vita come una domanda, con apertura verso ciò che la realtà può offrire. Riprendendo la domanda con cui era iniziato l’incontro, Cristiane ha proposto un cambiamento di prospettiva: forse non si tratta di chiedersi che cosa fare per essere felici, ma piuttosto “a chi o a che cosa posso servire o sentirmi utile oggi?”.
Nelle Creche Gilmara Íris, lo psicologo Rodrigo, della Casa Novella, ha portato nella conversazione il tema di come piccoli gesti possano avere grandi effetti. A partire da questo, ha parlato dell’importanza dell’empatia e del guardare alla persona al di là di una diagnosi.
Di fronte a qualcuno che è triste o sta attraversando un momento difficile, possiamo rapidamente interpretare o addirittura “diagnosticare” ciò che sta vivendo e pensare immediatamente a una soluzione, ma ha richiamato l’attenzione sull’importanza di non ridurre una persona a ciò che sta vivendo in quel momento, ma di guardarla nella sua totalità. Un ascolto attento, un’amicizia e la presenza di qualcuno vicino possono essere altrettanto importanti per attraversare le difficoltà della vita.
Un altro aspetto affrontato è stato quello della cura della persona nella sua globalità: gli ambienti in cui vive, il corpo, la salute e le relazioni che costruisce. Prendersi cura di queste diverse dimensioni contribuisce anch’esso alla salute mentale. Nello stesso tempo, le condizioni esterne non determinano da sole il modo in cui ogni persona vive la propria salute mentale: si può vivere in un ambiente difficile e riuscire comunque a trovare risorse per stare bene, così come una persona che vive in buone condizioni può attraversare un periodo di sofferenza.
L’incontro ha visto anche la testimonianza dell’educatrice Marlene, che ha condiviso con l’équipe la propria esperienza di fronte al dolore di una perdita e a un periodo di tristezza. Raccontando quel momento, ha potuto riconoscere di non essere mai stata sola: ha potuto contare sulla presenza della famiglia, degli amici e dei colleghi delle Opere per continuare a vivere e, poco alla volta, tornare a scoprire le cose belle della quotidianità.
Una testimonianza che ha commosso tutti e che ha reso concreta una delle idee emerse durante gli incontri: la compagnia può fare la differenza quando attraversiamo momenti difficili.
Il sole è qui!
Al termine degli incontri, tutti hanno ricevuto un segnalibro con l’immagine di un girasole e la frase:
“Anche nei giorni nuvolosi, il sole è lì!
C’è sempre qualcuno con cui camminare.”
Il messaggio raccoglie un po’ di ciò che è stato vissuto durante questi incontri: anche di fronte alle difficoltà, possiamo trovare un cammino e, soprattutto, non dobbiamo affrontare tutto da soli.
Gli incontri pedagogici sono anche un’opportunità per i responsabili di rivolgere nuovamente il proprio sguardo e la propria cura ad ogni persona dell’équipe, offrendo presenza, attenzione, ascolto e sostegno. A settembre, questo sguardo ha incontrato il tema della salute mentale e ha aperto uno spazio per parlare di ciò che spesso portiamo dentro di noi, dell’importanza di chiedere aiuto, di guardare con attenzione alla realtà e di riconoscere le possibilità di incontro che essa offre.
Il sole è qui. C’è sempre qualcuno con cui camminare.









